LAUREATI “IN…COMPETENTI”

Nel redigere un cv ci sarà sicuramente capitato di imbatterci nella voce “ALTRE COMPETENZE”. La voce è inserita alla fine del cv ma non per questo merita meno attenzione nell’essere compilata anzi..

Nel modello CV EUROPASS le competenze vengono addirittura suddivise in comunicative, organizzative/gestionali, informatiche e altre competenze.  E’ a questo punto della compilazione del cv che sorgono i dubbi più inquietanti e talvolta si finisce nel lasciare vuote o incomplete le caselle in questione. Al fine di fugare ogni dubbio sembra indispensabile innanzitutto chiarire cosa si definisce per COMPETENZA.

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Il termine ‘competente’ nel suo significato di ‘capace di svolgere bene un determinato compito o professione’ non crea difficoltà interpretative. Con questo termine si intende valorizzare quello che una persona sa fare, indipendentemente da come lo ha imparato. Si valorizza cioè l’apprendimento non formale in contrapposizione ad esempio a diploma, laurea, qualifica ottenuta attraverso un corso di studi. In questa accezione il termine ‘competenza’ (usato sempre al singolare) indica ‘quella generica qualità, non meglio specificata, posseduta una persona che si dimostra competente’.

Nell’approccio americano col termine competenza si indica “ogni caratteristica personale che (di solito combinata assieme ad altre) permette lo svolgimento eccellente di una specifica mansione in una determinata impresa. Possono ad esempio essere considerate competenze: conoscenze, capacità trasversali, capacità tecniche, tratti caratteriali, atteggiamenti, attitudini, credenze di autoefficacia, autostima, etc. Si considerano competenze anche caratteristiche di natura fisica quali ad esempio tempo di reazione e acutezza visiva (Spencer e Spencer 1995:31). In questa accezione le competenze sono le cause ‘a monte’, che precedono e rendono possibile la buona prestazione lavorativa.

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Secondo Almalaurea la percezione dei neolaureati in merito alla capacità del corso di laurea – appena concluso – di fornire competenze trasversali sono decisamente ottimistiche. In testa troviamo con una percentuale superiore al 90% skills, come analizzare e sintetizzare informazioni (95%), apprendere in maniera continuativa, formulare giudizi in autonomia (93%) e comunicare efficacemente (92%). A seguire con un valore di poco inferiore al 90%, risolvere i problemi (89%), essere intraprendenti (85%) e lavorare in gruppo (76%). Entrando più nel dettaglio si scopre che la percezione varia anche in base al genere: per le donne ci sono apprendere in maniera continuativa e comunicare efficacemente, per gli uomini al contrario problem solving, autonomia di giudizio. Ma le soft skills si differenziano anche in base all’area disciplinare: così risolvere problemi e team working sono appannaggio, sempre in base alla percezione dei neolaureati, dei corsi che afferiscono all’area scientifica e tecnica, mentre autonomia di giudizio e comunicazione efficace all’area umanistico letteraria.

ManpowerGroup, agenzia interinale multinazionale leader nel settore, attraverso un indagine denominata “Soft Skills for Talent” ha individuato le competenze trasversali che le aziende richiedono: collaborazione, innovazione, visione d’insieme e integrazione organizzativa. Queste attitudini sono ritenute fondamentali per realizzare una nuova concezione di azienda “agile”. Le aziende quindi, per affermare la propria leadership nel mercato di riferimento, devono cercare di attrarre, sviluppare e trattenere i talenti in possesso di tali competenze.

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Anche Forbes lanciando i risultati di uno studio della National Association for Colleges and Employers, ha provato a individuare quali siano le competenze che le aziende si aspettano dai neolaureati nel 2015 elencandole in ordine di importanza:

  1. Capacità di lavorare in team
  2. Abilità nel prendere decisioni e risolvere problemi (leadership)
  3. Capacità di comunicare con le persone all’interno e all’esterno dell’azienda
  4. Capacità di pianificare, organizzare e stabilire priorità nell’attività lavorativa
  5. Possibilità di ottenere ed elaborare informazioni

Detto ciò vale proprio la pena spendere qualche minuto in più nel cercare di valorizzare attraverso la redazione del proprio CV le competenze più funzionali al lavoro che si sta cercando. Spesso, infatti, queste possono fare la differenza nel dimostrare che si è la persona giusta per ottenere un determinato impiego.

 Dott. Luca Cianci

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